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Campionato Regionale di doppio Tiam

    Campionato Regionale di DOPPIO

 FINALE

   dal  04 al 19 giugno 2011  BOWLING TIAM

 

Mi piace giocare a bowling e, compatibilmente con i miei impegni lavorativi e di vita, partecipo con entusiasmo alle competizioni.

E’ con questo spirito che ho affrontato il Campionato Regionale di DOPPIO FINALE dal 04/19 giugno 2011 presso il bowling TIAM di Roma.

Finiti i tiri di prova inizia il gioco e ci rendiamo conto (dopo il primo tiro) che la pista non effettua lo scambio consentendo ai giocatori l’alternanza delle piste come avviene in ogni gara.

Immediatamente io ed il mio compagno siamo costretti ad interrompere la competizione ed  a chiedere lumi all’ufficiale di gara, il quale domanda chiarimenti e ci riferisce quanto segue.

Il problema consisteva nel fatto che la configurazione del software era sbagliata e che stavano provvedendo a sistemare .Ok aspettiamo …

( tutti gli addetti erano al telefono e cercavano di farsi spiegare come configurare la nostra pista visto che non erano in grado farlo, almeno così m’è parso. Tutto  questo perche mancava un doppio e non c’erano le cosiddette “spalle” e quindi sulle piste dovevamo giocare solo noi due ).

 

Mi armo di pazienza, gestisco le avversità ed attendo.

Fiducioso.

Ma ahimè, la soluzione del problema appare tutta in salita, tanto che l’attesa si protrae così a lungo che gli altri team avevano quasi ultimato la prima serie di due partite.

A questo punto lo stesso arbitro ci chiede cosa, io ed il mio compagno, abbiamo intenzione di fare.

O aspettare senza prospettiva alcuna e, magari fare leva sugli ultimi brandelli residui di una concentrazione ormai andata quasi del tutto a farsi friggere…

O andarcene e chiedere la ripetizione del turno.

 

Ma poiché sono un tipo assai paziente, lo ripeto, attendo ancora un poco.

Finalmente il meccanico del bowling ci annuncia la risoluzione del problema (che consisteva ,ripeto , solo nel sapere come impostare il software).

Decido di proseguire, o meglio finalmente di iniziare.

E gioco con il mio solito entusiasmo.

Ma quando non è giornata…

 

Alla fine della prima partita nuovamente fermi…

Altri cinque minuti di tentativi da parte degli addetti e un’ulteriore attesa per me ed il mio compagno, per capire come dare lo start per la seconda partita …

E finalmente iniziamo la seconda partita.

Si cambiano le piste come da routìne…

Ma giunti sulla nuova pista ci rendiamo conto che il nostro punteggio era svanito.

Quando si dice la jella…

Nuovo intervento del meccanico degli addetti del bowling.

 

Dopo altro tempo perso inutilmente che si sommava alle attese precedenti io ed il mio compagno (ormai alla frutta) decidiamo di andarcene ed informiamo l’ufficiale di gara.

 

L’ufficiale di gara, in modo professionale, accoglie e comprende le nostre ragioni e ci riferisce che avrebbe fatto rapporto alla federazione spiegando l’accadimento e che sicuramente il turno l’avremmo ripetuto.

Bastava chiedere.

Chiedo copia del  verbale per avere un “pezzo di carta” in mano (metti caso ci fossero stati dei problemi?) ma giustamente mi viene detto che verrà consegnato al Presidente del mio club previa richiesta.

Nulla da obiettare è la prassi.

 

Successivamente spiego l’avvenimento al mio Presidente il quale si attiva in modo celere per farmi recuperare il turno.

Ma a quanto pare ci sono degli intoppi.

 

Mi spiega infatti che, secondo il referto dell’arbitro federale, non c’erano gli estremi affinchè a me ed al mio compagno fosse concessa la possibilità di recuperare la gara.

L’ho detto nella premessa, a me piace giocare a bowling e, nello stesso modo vorrei chiudere.

Aggiungendo però, a mio avviso, una necessaria riflessione.

 

Metto  serietà nella mia preparazione sportiva poiché il bowling è uno sport soprattutto di “testa”, non forgia in modo particolare il corpo, non è ad esempio come l’atletica in cui basta vedere la linea della muscolatura del corpo dei praticanti per comprendere il tipo di sport esercitato.

Nel bowling gli atleti sono tutti diversi, sia per stile che per corporatura, perché è la mente che fa la differenza.

 

In questo sport, affinchè una gara sia condotta al meglio ed un atleta dia il meglio di sé, l’unico compito degli addetti ai lavori è quello di  realizzare ottimali condizioni organizzative allo scopo di consentire ad ognuno semplicemente una cosa.

Giocare.

Consentendo ad ognuno di mettere a frutto in modo sinergico il proprio potenziale fisico e mentale.

Chiedo troppo?

 

Ovvio che l’incidente possa capitare.

Ovvio che i problemi possano esistere.

Ma proprio perché metto serietà nell’esercizio di questo sport mi piacerebbe avere a che fare con persone capaci di gestire l’inedito, l’imprevisto.

E di gestirlo in modo efficiente.

Mi pare si chiami professionalità.

Ripeto.

Sarà chiedere troppo?

 

COCHI Angelo

 

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